Markets Strategy
Il 2022 del mercati e cosa aspettarsi dal nuovo anno
Analizzando l’andamento del mercato azionario e di quello obbligazionario statunitensi, per i quali sono disponibili serie storiche di dati più lunghe ed omogenee rispetto ai corrispettivi a livello globale, si può notare come negli ultimi 90 anni essi abbiano registrato contemporaneamente performance negative soltanto in quattro occasioni, nel 1931, nel 1941, nel 2018 e nel 2022. Tuttavia, solo nel corso del 2022 entrambi sono arrivati a registrare perdite a doppia cifra.
Questo è l’esempio dei mercati statunitensi ma, nel complesso, l’anno che sta per concludersi è stato molto complicato per i mercati finanziari in generale. Ad oggi, il 2022 ha consegnato all’investitore europeo performance total return negative per sia per l’investimento azionario (MSCI World -11,6%, YTD in EUR) che per l’obbligazionario (Barclays Global Aggregate -9,23%, YTD in EUR). Il rally dei mercati finanziari nel corso dell’ultimo mese ha consentito un parziale recupero delle performance negative da inizio anno; tuttavia il bilancio rimane, sia per l’equity che per i bond, ampiamente in rosso.
Le motivazioni che hanno condotto ad un simile risultato sono da ricondursi allo shock inflattivo che ha colpito in maniera diffusa l’economia globale a causa del rincaro delle commodities legato, dapprima, alla forte ripartenza delle attività dopo le riaperture post pandemia e, in seguito, al rialzo dei prezzi dell’energia come conseguenza del conflitto russo-ucraino.
La forte accelerazione dell’inflazione ha indotto le banche centrali ad intraprendere, in tempi piuttosto rapidi, politiche monetarie decisamente restrittive che hanno penalizzato il sentiment degli investitori sulle prospettive future di crescita dell’attività economica a livello globale.
La diretta conseguenza del rialzo dei tassi di riferimento nelle principali economie mondiali è stato l’aumento dei rendimenti degli asset obbligazionari, a cui ha fatto seguito il ribasso degli indici azionari per i maggiori timori di un forte rallentamento economico dovuto ad un diffuso ridimensionamento della domanda.
In un simile contesto gli asset che hanno consegnato risultati positivi da inizio anno sono risultati essenzialmente tre: le commodities energetiche (petrolio WTI +5,9% in EUR), le azioni del comparto energetico (MSCI Europe Energy +33,9% in EUR, S&P 500 Energy Index +69% in EUR) e l’USD (Dollar Index +9,4%). Quest’ultimo ha beneficiato della propria natura di bene rifugio in situazioni di incertezza, della maggiore resilienza dell’economia statunitense e del fatto che la Federal Reserve è stata tra le prime banche centrali ad aumentare i tassi di riferimento. Le performance di questi asset rimangono positive da inizio anno nonostante di recente abbiano anch’esse sperimentato un ritracciamento: le prime, in scia a timori di un maggior rallentamento economico a livello globale e ad una minor domanda prospettica di petrolio, l’USD a fronte di una maggiore probabilità che la Fed possa rallentare nel ritmo di rialzo dei tassi prima del previsto.
Lo scenario sorprendentemente negativo che si è concretizzato nel corso del 2022 era di difficile previsione poiché interamente dovuto al verificarsi di un evento eccezionale quale è stato lo scoppio del conflitto bellico tra Russia e Ucraina. E’ proprio in contesti eccezionali e di maggiore incertezza che la diversificazione svolge il proprio ruolo fondamentale, ovvero quello di favorire la resilienza degli investimenti. Un’accurata diversificazione dei portafogli, attraverso uno strutturato approccio top down/strategico, rappresenta lo strumento necessario per ricostruire i patrimoni colpiti da un 2022 così negativo.
Nonostante l’inflazione negli USA abbia fornito i primi segnali di rallentamento e la Fed, sebbene ancora determinata a mantenere un approccio restrittivo, sembri disposta a moderare l’intensità dei prossimi rialzi dei tassi, e la Cina cominci a rimuovere le restrizioni sanitarie, con prevedibili effetti positivi sulla crescita economica, l’andamento dei mercati azionari potrebbe inizialmente rimanere ancora volatile. Affinché le quotazioni azionarie possano sperimentare un rimbalzo solido e duraturo occorreranno conferme sull’effettivo rientro dell’inflazione verso i target delle banche centrali e sulla tenuta delle principali economie. È pertanto necessario monitorare attentamente la situazione, senza cedere né alla paura né all’entusiasmo.
Diverse le prospettive per i mercati obbligazionari, dove il ridimensionamento dei rendimenti è atteso proseguire per effetto delle scelte di politica monetaria delle principali banche centrali sempre meno aggressive e tendenzialmente in esaurimento in termini restrittivi. L’investimento obbligazionario appare pertanto sempre più appetibile grazie anche ad un livello di rendimenti offerti particolarmente allettante.
