Kazuo Ueda alla guida della Bank of Japan: sarà falco o colomba?

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Kazuo Ueda alla guida della Bank of Japan: sarà falco o colomba?

Due mesi fa la Bank of Japan ha sorpreso i mercati annunciando l’ampliamento dell’intervallo di fluttuazione dei rendimenti governativi nell’ambito della politica di controllo della curva (YCC). Da allora, gli investitori hanno cominciato a ritenere che l’istituto centrale nipponico potesse presto muovere i primi passi verso un approccio di politica monetaria meno accomodante. Tuttavia, in occasione del meeting di gennaio, il penultimo presieduto dal governatore Haruhiko Kuroda, il Board della BoJ ha mantenuto le proprie posizioni, rinviando di fatto ogni eventuale modifica di stance alle decisioni del Board presieduto dal successore di Kuroda, identificato dal Governo giapponese nella persona di Kazuo Ueda, la cui nomina a futuro governatore della Banca centrale giapponese è stata sottoposta all’approvazione di entrambe le Camere della Dieta (Camera Bassa e Alta della Dieta, rispettivamente venerdì 24 febbraio e lunedì 27 febbraio).

A differenza di altri potenziali candidati, Ueda in passato non si è profuso in dichiarazioni che potessero indicare le sue opinioni sullo YCC, sulla politica dei tassi di interesse negativi (NIRP) e sull’eredità lasciata da Kuroda. Pertanto, i messaggi che Ueda-san ha fornito in occasione delle audizioni alla Dieta per la ratifica della sua nomina sono stati molto attesi dal mercato per valutare il possibile approccio del nuovo governatore.

Ma chi è Kazuo Ueda? 71enne, il nuovo governatore della BoJ  è un accademico. Ha conseguito un dottorato di ricerca al MIT con Stanley Fischer, un banchiere centrale pragmatico, già mentore di Ben Bernanke e Mario Draghi, ed è stato professore di economia dell’Università di Tokyo, ora professore alla Kyoritsu Women’s University. Ma la sua carriera non si è espressa solo in ambito accademico: Ueda ha infatti ricoperto anche incarichi nel Consiglio della banca centrale giapponese, di cui è stato membro dal 1998 al 2005. Inoltre, egli è ad oggi consigliere capo dell’Istituto della BoJ per gli studi monetari ed economici. Oltre a questo, Ueda è stato capo del Comitato per gli investimenti del Fondo di investimento pensionistico governativo in Giappone.

Che tipo di messaggio ha fornito Ueda nei suoi primi due interventi ufficiali al Parlamento? Le testimonianze di Ueda-san alla Camera Bassa e alla Camera Alta della Dieta sono state entrambe caratterizzate da prudenza e hanno fornito, nel complesso e per il momento, un messaggio di continuità.

Nella sessione di Q&A che ha seguito entrambe le audizioni, Ueda ha affermato di voler attendere l’ufficializzazione della propria nomina e l’inizio del proprio mandato per rispondere a domande sulle prospettive di politica monetaria. Tuttavia, non si è astenuto nel fornire alcuni commenti e opinioni che il mercato ha interpretato come meno hawkish delle attese.

Il Professor Kazuo Ueda ha affermato che durante il suo mandato intende completare la missione di raggiungere la stabilità dei prezzi. Egli ha inoltre ribadito la sua opinione secondo cui il Giappone sta attualmente fronteggiando una spinta inflazionistica guidata dall’aumento dei prezzi delle importazioni e non dalla forza della domanda, e che la crescita del CPI core giapponese dovrebbe scendere al di sotto del 2% su base annua nella seconda metà dell’anno fiscale 2023. Ueda ha tuttavia indicato che il raggiungimento sostenibile e stabile dell’obiettivo del 2% richiederà tempo, poiché gli aumenti dei prezzi dovrebbero essere accompagnati da una maggiore crescita dei salari. Queste opinioni sono in linea con l’attuale posizione ufficiale della BoJ, inclusa quella del governatore uscente Haruhiko Kuroda.

Il messaggio che è stato accolto come maggiormente rappresentativo dell’approccio di continuità intrapreso al momento da Ueda-san è stato il riconoscimento che la continuazione dell’attuale orientamento di allentamento monetario sia appropriata in questa fase. Tuttavia, Ueda ha anche affermato che la BoJ potrebbe rivedere il proprio approccio di politica monetaria e muovere un passo verso la normalizzazione qualora il target del 2% stabile sia «in vista».

Riguardo al mantenimento della politica di controllo della curva dei rendimenti governativi (YCC) Ueda ha affermato che è ancora necessario monitorare gli effetti della decisione di ampliamento della banda di oscillazione dei rendimenti di dicembre sul funzionamento del mercato. Pur riconoscendo gli effetti collaterali dello YCC, tra cui la riduzione della liquidità sul mercato dei titoli di debito governativi giapponesi (JGB), che in passato lo avevano portato ad esprimersi con un certo scetticismo sull’efficacia dello strumento, ha affermato di intendere discutere nel tempo l’argomento con gli altri membri del Board. Ueda non ha escluso l’ipotesi di futuri interventi di normalizzazione della politica della BoJ né ha scartato a priori la possibilità di aggiustamenti in ambito YCC, inclusi interventi su scadenze inferiori ai 10 anni, ma, alla luce delle sue dichiarazioni, la probabilità che questi si verifichino immediatamente dopo il suo insediamento appare ridotta.

Riguardo alla politica dei tassi di interesse negativi (NIRP), Ueda ha commentato che l’ammontare delle riserve a cui si applicano i tassi di interesse negativi è attualmente esiguo, che le istituzioni finanziarie dispongono di ampi livelli di capitale e che le riduzioni dei tassi di interesse hanno portato a migliori utili societari. Sembrerebbe pertanto che Ueda non veda alcuna necessità di rivedere in tempi rapidi il NIRP e che intenda monitorare l’evoluzione della dinamica di inflazione e dei salari per intraprendere qualsiasi scelta.

Sebbene le prime dichiarazioni ufficiali fornite da Ueda siano importanti a fornire indicazioni sull’orientamento del nuovo governatore della BoJ, occorre non dimenticare che Ueda dovrà comunque fare i conti con l’eredità di Kuroda: una cosa è per un artista iniziare un dipinto su una tela bianca, un’altra è terminarne uno iniziato da qualcun’altro. Pertanto, è probabile che il nuovo Board della BoJ sotto la guida di Ueda, pur non rinunciando all’obiettivo di inflazione del 2%, esprima maggiore pragmatismo, agendo con gradualità in base all’evoluzione dei dati macroeconomici, ponendo maggiore attenzione alla stabilità del sistema finanziario e al funzionamento del mercato.

Le prime dichiarazioni del governatore giapponese sono state accolte positivamente dal mercato azionario, che ha messo a segno un buon progresso per le indicazioni che la politica monetaria espansiva in atto non sarà rimossa in maniera rapida. Tuttavia, la conferma del mantenimento, almeno nel breve periodo, di un orientamento ancora espansivo da parte della BoJ potrebbe indebolire lo JPY, andando a penalizzare la performance per gli investitori stranieri.

La stagione delle trimestrali ha evidenziato come anche le società nipponiche abbiano risentito delle pressioni inflazionistiche sui costi di produzione. A fronte di un incremento del fatturato, infatti, i margini di profitto sono risultati in calo. Con l’economia internazionale che potrebbe rallentare nei prossimi mesi, quindi, non sembrano esserci catalyst positivi per l’azionario giapponese in grado di fargli sovraperformare gli altri mercati internazionali. Si conferma pertanto un orientamento neutrale sull’asset class azionaria giapponese in un quadro di generale neutralità sull’asset class azionaria.

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