Blog Protezione & Risparmio
Guerra e finanza: come il conflitto in Medio Oriente sta ridisegnando i mercati
La guerra in Medio Oriente e le sue conseguenze sui mercati finanziari sono state il focus principale del blog Protezione & Risparmio di Banca Generali dall’inizio del conflitto.
Dalle prime reazioni dei mercati alle ostilità nel mese di marzo, concentrate su volatilità nell’azionario e aumento dei prezzi del greggio per la chiusura dello Stretto di Hormuz, l’attenzione è passata gradualmente all’analisi più approfondita di alcune particolari ricadute del conflitto.
A cominciare dall’apparente scomparsa dei ‘safe haven’, gli asset che storicamente hanno rivestito il ruolo di “porto sicuro” in tempi di incertezza, come oro, franco svizzero, Bund e titoli di Stato Usa. Molti di questi sono scesi o hanno comunque deluso le aspettative degli investitori nelle prime settimane di guerra e la protezione che ci si aspettava da loro appare sempre più intermittente, talvolta perfino illusoria o dannosa. Un nuovo regime di mercato in cui i beni rifugio hanno ancora un ruolo nei portafogli, ma per sceglierli è necessario un approccio estremamente selettivo e da adattare a seconda del regime macro, del prezzo del denaro, della direzione della valuta di riferimento, e delle necessità di liquidità.
I segmenti di mercati che invece hanno resistito meglio alla volatilità sono stati invece l’oggetto di un successivo articolo del blog. Ad assorbire meglio il colpo ci sono stati i bond corporate nell’obbligazionario, il settore energetico tra gli asset emergenti e tra i mercati emergenti a primeggiare i Paesi esportatori di petrolio esterni al Medio Oriente, come il Brasile. Mentre tra le commodity è stato proprio il greggio a spiccare.
Prima che il cessate il fuoco dell’8 aprile ridesse fiato e ottimismo ai mercati, è stato tempo di bilanci sul primo trimestre dell’anno, su cui ha pesato la volatilità portata dalla guerra. In particolare difficoltà sono stati i titoli di Stato e l’equity europeo, mentre a difendersi meglio sono stati Wall Street e il credito corporate. Il dollaro è tornato alla ribalta come porto sicuro, mentre a sorpresa hanno deluso i titoli della difesa.
Proprio l’obbligazionario, in difficoltà di fronte alle prospettive di stagflazione portate dall’aumento del prezzo del petrolio, è stato al centro dell’analisi dei gestori di Banca Generali. Al momento i mercati obbligazionari restano sotto pressione e incorporano sia un picco inflazionistico di breve termine sia una decisa reazione delle banche centrali.
Infine, con i mercati azionari tornati sui massimi grazie alla fiducia nel raggiungimento di un accordo nelle prossime settimane, per il blog è stata l’occasione per tornare a fare il punto su tech e Intelligenza Artificiale, passati in secondo piano con il conflitto. Società come Nvidia e ASML hanno continuato a macinare utili, e con valutazioni ridotte rispetto agli eccessi del 2024-25.