La settimana orribile delle Borse

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La settimana orribile delle Borse

E’ stata una settimana nera per le Borse di tutto il mondo. La graduale presa di coscienza della pandemia legata al coronavirus unita alle turbolenze in ambito petrolifero hanno affondato tutti i principali listini, con Milano che in un mese ha ceduto oltre il 40%.

Il colpo di grazia alle contrattazioni è arrivato ieri con la chiusura delle frontiere USA nei confronti dell’Europa, ad eccetto della Gran Bretagna, e i deludenti misure adottate dalla BCE giudicate inadeguate per contenere le ricadute della crisi sanitaria ed economica nel Vecchio Continente.

New York – nonostante l’annuncio della Fed che immetterà nel sistema monetario 1.500 miliardi di dollari tra il 12 e il 13 marzo – ha archiviato la peggiore seduta dal 1987, con un crollo di 10 punti percentuali.

Ha fatto peggio Piazza Affari, che con un -16,92%: la peggiore performance di sempre, con cali superiori a quelli registrati dopo la Brexit (-12,48% per Piazza Affari), il crack di Lehman Brothers (-8,2%) e l’11 settembre (-7,5%). Francoforte ha perso il 12,23% e Parigi il 12,28%.

ANDAMENTO PIAZZA AFFARI – FTSE MIB

In questo momento così delicato, l’obiettivo principale è quello di evitare il contagio economico e quindi evitare l’uscita da posizioni ad oggi particolarmente penalizzate dagli eventi legati al virus.

Nel “BG Approfondimenti” pubblicato oggi si evidenzia come – con il passare delle settimane – “lo shock temporaneo del Covid-19 dovrebbe passare e gli investitori tornare a concentrarsi sulla valutazione delle società. In particolare, appare probabile che il focus si sposterà non tanto sui conti del 2020 quanto sui risultati del 2021. In tale scenario tornerà molto interessante la remunerazione degli azionisti da parte delle aziende tramite i dividendi. Per quanto sia possibile un taglio dei dividendi, il rendimento rimane comunque elevato. Alle attuali quotazioni il dividend yield dello S&P500 è del 2,7%, quello dello Stoxx600 del 4,7% e del Nikkei del 2,4%. Si tratta, in tutti i casi, di valori superiori alla media degli ultimi anni”.

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