BG Certificate Hub: un certificato per ogni condizione di mercato
Il 2020 è stato un anno a dir poco altalenante per quanto riguarda gli andamenti dei mercati finanziari: dai massimi storici di gennaio a uno dei peggiori crolli di sempre; dalla ripresa del post lockdown ai timori legati alla seconda ondata di coronavirus fino alla scoperta del vaccino di novembre. Dopo anni caratterizzati dalla calma, la volatilità è tornata sui mercati finanziari a livelli mai visti se non nel 2008. In questo contesto di mercato, l’obiettivo di BG Certificate Hub è stato quello di calibrare i collocamenti in public offer e in private placement per poter sfruttare al meglio le varie condizioni di mercato. Questo particolare modus operandi è stato dettato dall’esigenza di cambiare totalmente il ruolo dei certificati nel panorama delle scelte di portafoglio degli investitori: da strumenti principalmente di yield enhancement da detenere fino a scadenza a strumenti di asset allocation tattica. Solo attraverso questa transizione, infatti, è possibile operare in certificati sfruttandone appieno le potenzialità e riducendone i rischi.
Durante il 2020 possiamo individuare 5 fasi di collocamento a cui corrispondono altrettante fasi di mercato:
– Nei primi due mesi dell’anno, quando i listini azionari toccavano i massimi storici, in previsione di una possibile correzione importante e con l’obiettivo di offrire la maggior tutela possibile agli investitori, i collocamenti di certificati si sono concentrati su soluzioni a Capitale Protetto 100% e con Barriera Condizionate del 35% (ribassi fino al – 65%) .
– Col diffondersi della pandemia e lo spettro del primo lockdown, le emissioni a marzo si sono focalizzate sulla Campagna Strike Min, in modo tale da poter intercettare il punto di minimo del mercato.
– In un’ottica di ripresa dei mercati e dell’economia, i mesi successivi si sono concentrati su collocamenti di prodotti volti a sfruttare il rimbalzo delle quotazioni e capitalizzare i rendimenti il più in fretta possibile: con questo obiettivo in mente è stato studiato il collocamento dei certificati Fast Trigger.
– In uno scenario di normalizzazione degli andamenti dei mercati, durante l’estate i collocamenti si sono focalizzati sullo sfruttamento della persistenza della volatilità per offrire soluzioni su titoli blue chip impossibili da strutturare in scenari di bassa volatilità: soluzioni One Star, Click On e Step Down con rendimenti oltre il 20% annuo.
– Durante ottobre e novembre abbiamo assistito a un cambio repentino di direzione dei mercati e delle aspettative degli investitori: dalla paura provocata dalla seconda ondata di covid all’euforia legata alla speranza data dalla notizia del vaccino della Pfizer. Sulla scia di quanto accaduto sui mercati, anche i collocamenti di certificati hanno cambiato totalmente rotta: dall’offrire maggiore protezione con il lancio del nuovo Phoenix Memory Portfolio l’obiettivo si è spostato sul cavalcare la ripresa dei settori più colpiti dalla pandemia con le soluzioni Recovery Outperformance.
