MARKETS STRATEGY
EUR/USD: quali prospettive e fattori possono influenzare nel breve periodo l’andamento del cambio

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EUR/USD: quali prospettive e fattori possono influenzare nel breve periodo l’andamento del cambio

L’avvio di politiche monetarie espansive costituisce un fattore che incide a favore di un deprezzamento della valuta del Paese in cui tali misure vengono implementate. Tuttavia, tale dinamica può essere influenzata, nelle tempistiche e nell’ampiezza, da vari fattori.

Nel caso dell’USD, l’approssimarsi dell’intervento di taglio dei tassi di riferimento USA da parte della Fed è un elemento che dovrebbe condurre ad una maggiore debolezza della valuta statunitense. E’ ciò che sta accadendo nelle ultime settimane, da quando gli operatori finanziari stanno scontando con maggiore probabilità un primo intervento espansivo di 25 punti base da parte della Fed già in occasione del meeting di settembre, seguito da un successivo ritocco del costo del denaro di pari misura e nella stessa direzione a dicembre.

A fronte di un simile scenario negli USA, la probabilità associata dal mercato ad una manovra sincrona da parte della BCE (due tagli da 25 punti base, uno a settembre e uno a dicembre) è leggermente inferiore a quella osservabile, per i tassi Fed, nei tassi impliciti della curva OIS statunitense.

Il deprezzamento dell’USD contro EUR, quale riflesso di simili attese da parte del mercato – la Fed che potrebbe tagliare i tassi due volte nel 2024 a fronte di una BCE che potrebbe operare un solo altro intervento entro fine anno -, è stato contenuto dal verificarsi di altri eventi, non strettamente economici ma di natura politica. Parliamo delle incertezze legate al panorama istituzionale in Francia, che hanno favorito afflussi in USD come bene rifugio. Inoltre, siamo in un anno elettorale particolarmente intenso e gli sviluppi della campagna presidenziale per le elezioni del prossimo autunno stanno contribuendo a generare volatilità anche nel mercato dei cambi.

La situazione è pertanto complessa, poiché le variabili in gioco sono numerose e la sola (eventuale) asincronia di mosse da parte di Fed e BCE potrebbe non essere sufficiente ad indirizzare l’andamento del cambio EUR/USD.

Con simili premesse, quanto può impattare sul cambio EUR/USD un ritardo da parte della Fed nel taglio dei tassi di interessi rispetto alla BCE? E’ possibile un momento di sostanziale asimmetria tra le politiche monetarie Europee e Americane?

ANDAMENTO DEL CAMBIO EURO/DOLLARO

Fonte Interna

La prospettiva che la banca centrale statunitense possa tagliare i tassi USA solo una volta nel 2024, verosimilmente a novembre/dicembre non è un’ipotesi da accantonare del tutto. I dati economici ad oggi disponibili non sono ancora tali a giustificare un intervento espansivo anticipato a settembre, poichè il mercato del lavoro – per quanto in rallentamento – rimane ancora tonico e capace di creare adeguata occupazione, e l’inflazione, seppur in calo, non è ancora del tutto domata e potrebbe riservare sorprese al rialzo. Al contempo, anche la BCE potrebbe ancora temporeggiare prima di intervenire nuovamente al ribasso sui tassi, perché una decisione troppo frettolosa rischierebbe di alimentare pressioni inflazionistiche ancora non del tutto svanite in Europa.

Pertanto, l’attuale asimmetria politica che si è generata a giugno quando la BCE – per prima – ha tagliato i tassi, potrebbe risolversi nel corso dell’anno, per poi ritornare ad essere un tema nel corso del 2025, in base elle evoluzioni dello scenario di crescita e inflazione sulle due sponde dell’Atlantico.

Oltre a questo, va considerato che gli anni elettorali hanno storicamente favorito un apprezzamento dell’USD nell’imminenza delle elezioni.

Con tali premesse, l’USD dovrebbe tendenzialmente deprezzarsi nel breve periodo contro EUR, ma il movimento potrebbe non essere tanto repentino e relativamente contenuto nell’entità. L’EUR/USD potrebbe quindi rimanere nel range di oscillazione che ne sta caratterizzando l’andamento da inizio anno.

Sia tatticamente che strategicamente l’USD rappresenta ancora un elemento fondamentale di diversificazione all’interno di un portafoglio e le condizioni attuali non sono ancora tali da indurre ad un ridimensionamento marcato delle posizioni in essere denominate nella valuta statunitense.

I dati economici in pubblicazione nelle prossime settimane e, soprattutto, l’avvio della stagione delle trimestrali negli USA, potranno fornire elementi ulteriori di valutazione sullo stato di salute delle imprese dopo il ciclo restrittivo che è stato operato dalla Fed: spunti a favore di un consolidamento dell’economia potrebbero avvalorare l’ipotesi di un solo taglio Fed entro fine anno e favorire l’USD, attraverso l’aggiustamento delle attuali aspettative degli investitori.

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