Fase 2: si inizia a pianificare la ripartenza
Mentre i dati confermano un andamento dei contagi che induce a un prudente ottimismo – tranne in Lombardia, dove i numeri ancora preoccupano – il Governo ha prorogato fino al 3 maggio il lockdown, dando il via libera da subito alla sola riapertura di librerie e negozi per neonati e nominando una task force presieduta dal manager Vittorio Colao per pianificare la ripartenza. Martedì si è tenuta la prima riunione della task force che si aggiornerà quotidianamente per preparare – prima del 25 aprile – una lista di raccomandazioni da presentare al Governo.
Pare probabile che – prima del 3 maggio – il Premier possa firmare un nuovo decreto per far ripartire qualche attività, tra cui potrebbero essere comprese le aziende del settore della moda e del tessile.
Tra le possibili novità, test epidemiologici per verificare l’immunità al virus e la sostituzione dell’autocertificazione su carta per gli spostamenti autorizzati con un’app da scaricare sullo smartphone. Per la fase 2 pare confermata anche l’idea di un periodo di smart working obbligatorio nelle sedi di lavoro che ospitano un alto numero di dipendenti, ancora da definire.
I dati alle 18:00 di ieri parlano di 168.941 contagi, di cui 40.164 guarigioni e 22.170 decessi.
Fonte: Il Sole 24 Ore – 16.04.2020
Anche nel resto del mondo sono in corso studi e attività per decidere come far riaprire la produzione e consentire alla popolazione di tornare al lavoro.
La Francia ha esteso il lockdown per un altro mese e anche Regno Unito si sta orientando su posizioni di questo tipo. La Spagna ha già adottato misure di ripartenza parziale e anche la Germania inizia a pensare alla fase due.
La Repubblica Ceca ha già riaperto alcuni negozi, ha permesso l’attività fisica all’aperto e dal 14 aprile consente di recarsi all’estero per validi motivi, ma con obbligo di quarantena al rientro.
In Danimarca, dopo settimane di chiusura, da mercoledì i bambini sono tornati a scuola. I dipendenti pubblici e privati invece continueranno a lavorare per quanto possibile da casa. Dopo le scuole, il governo danese ha previsto la ripresa per parrucchieri e ristoranti, mentre biblioteche e chiese rimarranno chiuse almeno fino al 10 maggio, con eventi e incontri pubblici vietati fino ad agosto.
La Norvegia ha adottato una strategia simile a quella danese, mentre in Austria, tra i primi Paesi a decidere la chiusura dopo l’Italia, è obbligatoria la mascherina sul viso per clienti e lavoratori dei piccoli negozi e delle aziende artigiane, riaperte martedì 14 aprile, a esattamente un mese di distanza dal lockdown deciso dal cancelliere Sebastian Kurz. A maggio, se tutto andrà bene, potranno riprendere a lavorare tutti gli altri negozi e i parrucchieri. A seguire, bar, ristoranti e alberghi.
L’8 aprile, il governo svizzero ha deciso di prolungare fino al 26 aprile le misure di contenimento. Dopo aver deciso la chiusura di scuole, caffè, ristoranti e negozi con l’esclusione di alimentari, farmacie e rivendite di generi di prima necessità e aver vietato tutte le manifestazioni pubbliche e private, in Svizzera sono vietate dal 21 marzo anche riunioni fra più di 5 persone.
Infine, gli Stati Uniti, con Trump che ha indicato il 1° maggio come una data potenziale per allentare le restrizioni.
Fonte: Il Sole 24 Ore – 16.04.2020

