BTP Italia, i risparmiatori rispondono all’appello
I risparmiatori italiani hanno risposto presente all’appello del Governo che da martedì 19 maggio ha collocato sul mercato la sedicesima tranche del cosiddetto BTP Italia, lo strumento varato dal Tesoro nel marzo 2012 espressamente pensato per i piccoli risparmiatori con indicizzazione al valore dell’inflazione.
La fase retail del collocamento – che, a differenza delle precedenti emissioni, non ha previsto la chiusura anticipata – si è conclusa mercoledì con richieste crescenti per 14 miliardi di euro (4 miliardi di euro lunedì, 4,7 martedì e 5,2 mercoledì). E giovedì è stato il turno degli investitori istituzionali a cui sono stati assegnati altri 8,3 miliardi, attraverso 746 proposte di adesione, a fronte di richieste per quasi 20 miliardi.
Un successo quasi insperato, incentivato anche dalle quotazioni al rialzo dei Btp nominali con scadenza 2025 fino al giugno 2026 che ne hanno compresso i rendimenti su livelli ampiamente inferiori rispetto all’1,4% minimo (a cui andrà aggiunto il valore dell’inflazione) offerto dal nuovo Btp Italia.
Oltre al valore della cedola minima (in aumento rispetto allo 0,6% della tranche precedente, poi ritoccato allo 0,65%), ad attrarre gli italiani il premio fedeltà dell’8 per mille (raddoppiato rispetto all’ultima emissione) per chi terrà il titolo fino a scadenza, oltre all’assenza di commissioni bancarie e alla tassazione agevolata al 12,5%.
Se le condizioni di mercato proseguiranno su questa strada, e tutto lo fa supporre visto che l’apertura franco-tedesca verso un intervento comunitario a fondo perduto ha determinato una discesa dello spread dei Paesi periferici (Btp-Bund e Bonos-Bund), in occasione dell’avvio della libera negoziazione sul Mot – fissata per il 26 maggio – si prevede una crescita immediata della quotazione della nuova emissione oltre la parità.

