La maturità riapre le scuole e Torino sostiene i parenti delle vittime nelle Rsa
“Un grande in bocca al lupo a tutte le ragazze e i ragazzi … – così ha twittato il premier Giuseppe Conte, la famosa notte prima degli esami – … Tirate fuori il meglio che è in voi, perché dovrete essere i protagonisti di un’Italia migliore”.
Dopo quattro lunghi mesi di lockdown, mercoledì 17 giugno le scuole italiane hanno riaperto i loro cancelli agli studenti che in questi giorni stanno sostenendo l’esame di maturità: 515mila alunni, inclusi i 17mila privatisti che svolgeranno l’esame di Stato nella sessione straordinaria di settembre.

Una maturità che è già storia: tra autocertificazioni, nastri rossi sul pavimento, gel igienizzanti, distanziamento sociale e mascherine – che potranno essere tolte dagli studenti solo durante il colloquio. Per garantire le necessarie misure di sicurezza decretate dal comitato tecnico-scientifico sono stati inoltre stanziati 39 milioni di euro per la pulizia e l’acquisto dei dispositivi di protezione.
Una prima prova che spiana la strada alla definitiva apertura di tutte le scuole a settembre.
Sul fronte dell’epidemia, giovedì 18 giugno, il Comitato formato dai parenti delle vittime decedute nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa) è sceso in piazza a Torino per non dimenticare i degenti venuti a mancare lontani dalle proprie famiglie e per chiedere il diritto alle cure assistenziali per tutti i malati non autosufficienti durante la pandemia da Covid-19.

Il Comitato, presieduto da Maria Grazie Breda, ha voluto portare in piazza gli oltre 50 esposti che sono stati inviati alla Procura di Torino e ai Nas sui fatti accaduti in questi mesi di pandemia nelle strutture, chiarendo che quest’ultime non sono “case di riposo”, ma strutture sanitarie in sui sono ricoverati anziani con pluripatologie che necessitano di quotidiane di cure mediche, di personale specializzato e maggiore attenzione.
Promotrice del “Comitato Parenti Vittime delle Rsa” è La Fondazione Promozione Sociale Onlus che già in questi mesi ha aiutato molti parenti a presentare esposti ai Nas e alla Procura della Repubblica, rendendosi disponibile nel fornire una consulenza gratuita per chi desidera chiedere giustizia per i propri cari.
I numeri diffusi ieri alle 18:00 dalla Protezione Civile parlano di: 238.159 contagi complessivi, di cui 180.544 guarigioni e 34.514 decessi.

Fonte: Il Sole 24 Ore – 18 giugno 2020
Nel mondo è ancora il Brasile a guidare l’espansione, per ora irrefrenabile, della pandemia da coronavirus: il bilancio dei contagi è salito a 1.826.090 casi, mentre i morti si sono stabilizzati a quota 86.252. A suo seguito, si collocano il Perù con 240.908 contagi e 7.257 morti, e il Cile che cerca una nuova strategia per debellare il Covid-19, dopo aver sostituito il ministro della Sanità.
Pechino, ormai blindata e con 100 mila operatori sanitari già mobilitati, si sta preparando al peggio mentre il Covid-19 si è ormai diffuso in 9 dei 17 distretti della città. Sono infatti già state chiuse le scuole in diverse aree e cancellati la maggior parte dei voli arei. Anche in Germania è emerso un nuovo focolaio, nello stato occidentale del Nord Reno Westfalia. L’impresa tedesca Toennies ha, infatti, annunciato di aver riscontrato 400 casi positivi, su 500 test effettuati, fra i lavoratori della sua rete di impianti per la macellazione e la lavorazione della carne.
LA CLASSIFICA MONDIALE DEL CONTAGIO

Fonte: Il Sole 24 Ore – 18 giugno 2020