Markets Strategy
La stabilizzazione dell’economia cinese è un bene per tutto il mondo

Dark mode
1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle

Markets Strategy
La stabilizzazione dell’economia cinese è un bene per tutto il mondo

Il rallentamento della Cina era uno degli elementi più temuti dagli economisti per l’anno in corso. In particolare, a creare apprensione erano le conseguenze che le tensioni commerciali con gli USA, dopo l’introduzione dell’amministrazione Trump di tariffe su 250 miliardi di USD di beni cinesi, avrebbero potuto avere sull’espansione della seconda economia mondiale.

I dati pubblicati nelle ultime settimane hanno, però, smorzato i timori. L’indicazione più confortante è arrivata dall’andamento del Pil, cresciuto del 6,4% nel primo trimestre dell’anno contro attese di un incremento del 6,3%. Questi dati hanno evidenziato come le politiche fiscali e monetarie implementate dal governo e dalla banca centrale stiano già avendo un impatto sullo sviluppo del Paese, anche se si faranno sentire di più nei mesi a venire. Per il Pil cinese si tratta, comunque, di un rallentamento rispetto al 6,6% registrato nel 2018 ma non così accentuato come temuto.

Uno scenario migliore delle attese anche per la produzione industriale, salita nei primi tre mesi dell’anno dell’8,5% contro stime di consensus a 5,9% e per le vendite al dettaglio, aumentate dell’8,7%, contro attese a 8,4%.

Gli investitori hanno, così, iniziato a scontare che il Pil possa registrare un tasso di crescita nella parte alta del range di stima governativa di crescita tra il 6 e il 6,5%.

Gli indici di fiducia hanno confermato come le prospettive per i prossimi mesi siano in miglioramento. Ad esempio, il PMI manifatturiero è tornato in marzo sopra la soglia di 50 (da 49,2 a 50,5) e il PMI non manifatturiero è salito da 54,3 a 54,8. A sostegno della crescita, inoltre, le autorità potrebbero intervenire nuovamente in senso espansivo nel corso dell’anno.

Vanno, infine, segnalati i progressi sul fronte delle trattative sulle tariffe con gli USA, con diversi rappresentanti di entrambi i fronti che hanno lasciato intravvedere la possibilità che un accordo possa essere trovato presto. Un accordo eliminerebbe un grosso elemento d’incertezza, favorendo un’ulteriore accelerazione della crescita.

Il miglioramento delle prospettive dell’economia cinese potrebbe continuare a fare da traino per lo sviluppo di tutti i Paesi emergenti, in particolare quelli dell’area asiatica. In tale scenario, e considerando la pausa nella fase d’incremento dei tassi annunciata dalla Fed, si mantiene il sovrappeso sia sull’azionario sia sull’obbligazionario dei Paesi emergenti, che potrebbero beneficiare delle minori pressioni al rialzo sull’USD e della ricerca di extra-rendimenti da parte degli investitori internazionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *