Governi e Banche Centrali danno ossigeno ai mercati

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Governi e Banche Centrali danno ossigeno ai mercati

Dopo la caduta in picchiata delle scorse settimane, da lunedì le Borse di tutto il mondo registrano una leggera inversione di tendenza in parte dovuta agli impegni sempre più massicci di Governi e Banche Centrali per contrastare la crisi da coronavirus.

Accordo storico a Washington tra senatori Democratici e Democratici su un piano di stimoli da 2.000 miliardi che prevede tra l’altro un assegno di 1.200 dollari per ogni cittadino e di 500 dollari per i bambini: veri e propri soldi “regalati” alle famiglie per sostenere i consumi.

Dal canto suo, la Fed ha sfoderato tutto il suo arsenale, impegnandosi in un maxi piano di acquisti senza limiti per titoli di stato e obbligazioni societarie garantite da mutui. Solo questa settimana sono stati programmati acquisti per 375 miliardi di T-Bond (75 miliardi al giorno) e 250 miliardi di obbligazioni societarie garantite da mutui (50 miliardi al giorno). E  per la prima volta nei suoi 106 anni di storia si è spinta a offrire sostegno diretto a città, stati, aziende, famiglie e consumatori.

Con una mossa senza precedenti anche la BCE ha allentato i vincoli del suo programma straordinario da 750 miliardi a sostegno dell’economia, che finora la obbligava a rispettare il limite di acquisto del 33% per i titoli di Stato e del 50% per i sovranazionali, con una totale libertà d’azione finora mai messa in campo.

Il presidente della Commissione Europea Ursula von del Leyen ha dichiarato che nessun paese della UE uscirà dalla crisi sanitaria da solo, garantendo pieno sostegno a ogni singolo componente dell’Unione, mentre si fanno sempre più pressanti le richieste per l’emissione dei cosiddetti “Coronabond” da parte di 9 leader degli Stati membri, tra cui anche l’Italia, che hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel per ribadire la volontà di affrontare questo shock tutti insieme.

RENDIMENTI A 10 ANNI E SPREAD NELL’EUROZONA

Fonte: Bloomberg

Il grafico qui sotto riporta l’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni di Italia e Spagna e Grecia e mostra come – con il diffondersi del Covid -19 –  i rendimenti abbiano raggiunto un picco che ha ampliato gli spread con la Germania, ma a seguito degli ultimi annunci della BCE pare stiano ritornando in un ambito più fisiologico.

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