L’Italia verso il Recovery Plan e il crollo del turismo straniero
“Il piano di rilancio non è una semplice raccolta di riforme: non è sufficiente riformare il Paese, dobbiamo reinventarlo”. Queste sono le parole del premier Giuseppe Conte alla conferenza stampa che ha chiuso i giorni scorsi gli Stati Generali dell’economia, tenutisi a Villa Pamphilj, per raccogliere le più svariate idee e suggerimenti per il rilancio dell’Italia post-Covid.

Nove punti e 137 progetti, in cui compaiono macro-riforme di lungo periodo ma anche progetti di più immediata realizzazione, come quelli che puntano sul rilancio dei cantieri e delle infrastrutture, a partire dall’Alta Velocità al Sud, e poi ci sono le proposte emerse durante l’evento stesso, come l’ipotesi di un abbassamento dell’Iva.
Tra i punti di maggior spicco presentati a Villa Pamphilj c’è sicuramente quello riguardante l’Italia Digitale – da qui passa anche il grande nodo di una rete unica e nazionale di fibra ottica. Un altro progetto sul quale il governo punta con grande convinzione è quello di un’Italia Sostenibile grazie, ad esempio, alla transizione energetica, al progetto Zero Rifiuti in discarica, alla lotta agli sprechi alimentari e alla riconversione in chiave di sostenibilità di diverse aziende italiane.
Infine, si è parlato molto dell’importanza e della necessità per il nostro Paese nell’investire in università, ricerca e scuola. Infatti, proprio per colmare il gap di produttività con gli altri Paesi è necessario salvaguardare e investire in tali istituzioni e definire un progetto nazionale per la formazione continua di lavoratori e professionisti. Occorre, inoltre, una formazione dirigenziale diffusa non solo nel privato ma anche nella pubblica amministrazione e investire molto di più nel diritto allo studio.
In Italia si inizia a sentire profumo d’estate e di vacanza. Tuttavia, le città d’arte italiane hanno appena iniziato a vivere un’estate particolare, segnata dalla pandemia del Covid-19 e dalle sue conseguenze. Una di queste è indubbiamente il crollo dei turisti stranieri, soprattutto per Venezia ma anche per Firenze, la quale ha già calcolato una perdita di 900mila pernottamenti. Nel 2020, secondo le stime dell’Agenzia Nazionale del Turismo, i visitatori stranieri crolleranno del 55% aprendo un buco di 23 miliardi. Anche i voli acquistati dall’estero per venire in Italia sono crollati circa del 91,4%.

Questi numeri fanno paura, se si considera che il turismo rappresenta il 13% del pil italiano e il 50,6% degli arrivi è costituito da ospiti internazionali. Così la speranza è quella di recuperare, almeno in parte, prenotazioni da Germania, Francia e Gran Bretagna, ovvero da quei Paesi geograficamente vicini all’Italia, come fortunatamente si è potuto riscontrare nelle ultime settimane.
Il Presidente dell’Enit, Giorgio Palmucci, si dice però ottimista e vede qualche segnale positivo nei 300 milioni di cittadini stranieri che sul web esprimono la voglia di un viaggio in Italia.
I dati alle 18:00 di ieri registravano 239.706 contagi dall’inizio dell’emergenza, di cui 186.725 guarigioni e 34.678 decessi.

Fonte: Il Sole 24 Ore – 25 giugno 2020
A livello europeo è preoccupante la situazione che si sta registrando da giorni in Germania, dove lo scoppio di un focolaio nel mattatoio Toennies, in Nordreno-Vestfalia, ha causato oltre 1500 contagi e ha fatto quindi scattare il lockdown nel distretto di Guetersloh, che conta circa 360mila abitanti. Nel frattempo cautele simili sono state prese anche nella vicina contea di Warendorf per circa 277mila abitanti, tra cui molti lavoratori dell’azienda alimentare. Inoltre, nuovi casi sono stati segnalati anche in un altro mattatoio a Wildeshausen, nella Germania nord-occidentale, e in un condominio di Berlino, nel distretto di Friedrichshain.
A livello mondiale, restano ancora molto preoccupanti i dati che vengono dagli Usa e dall’America Latina – soprattutto in Brasile che, insieme a Messico e Cile, è il Paese più colpito dell’area. Nuovi allentamenti invece alle restrizioni in Inghilterra, dove è prevista per il 4 luglio la riapertura di pub e ristoranti. A Pechino, infine, le misure di contenimento hanno rallentato lo slancio del focolaio nella capitale, che ha infettato più di 200 persone.
LA CLASSIFICA MONDIALE DEL CONTAGIO

Fonte: Il Sole 24 Ore – 25 giugno 2020