Markets Strategy
Cosa ci aspetta nell’anno nuovo: l’Outlook del primo trimestre 2020
Le tensioni USA-Cina condizionano la crescita economica
Gli ultimi dati economici hanno confermato il trend di rallentamento dell’economia che era già emerso nel corso dell’anno. A pesare sulla crescita economica mondiale sono state principalmente le incertezze legate alle tensioni tra USA e Cina sulle tariffe commerciali, che hanno frenato gli investimenti. In tale scenario tutti i principali istituti di ricerca internazionale hanno rivisto al ribasso le stime di sviluppo dell’attività economica per 2020.

Una recessione non sembra però imminente. Il tempestivo intervento a sostengo della crescita operato dalla maggior parte delle banche centrali e la tenuta dei consumi personali a livello mondiale, grazie al basso livello del tasso di disoccupazione, dovrebbe fare sì che l’espansione iniziata dopo la crisi finanziaria del 2009 possa ancora proseguire, seppur a ritmo moderato.
Il leggero recupero degli indici di fiducia delle imprese negli ultimi mesi pone a favore di un proseguimento dell’espansione dell’attività economica nel 2020, che potrebbe addirittura sorprendere in positivo alla luce dell’accordo siglato tra USA e Cina.
Rischio inflazione solo per le economie emergenti
Il rallentamento della crescita economica ha avuto la conseguenza di frenare le pressioni inflazionistiche. Lo scenario non è tuttavia omogeneo nelle diverse aree geografiche con trend inflattivi più robusti che si riscontrano nelle economie emergenti.
Non si prevede una forte ripresa dei tassi d’inflazione nel prossimo anno, anche considerando l’assestamento sui minimi storici dei livelli degli inflation swap forward 5y5y. Sorprese di inattesi rialzi dei prezzi potrebbero derivare da shock esogeni, dal ripresentarsi di tensioni commerciali o da politiche fiscali espansive sincronizzate a livello globale.
Banche Centrali con orientamento ancora espansivo
L’orientamento delle principali banche centrali mondiali rimane espansivo, con possibili nuovi interventi qualora l’economia dovesse rallentare. La Fed, che ha portato nel 2019 i livelli dei Fed Funds all’1,5/1,75%, è la banca centrale che sembra avere più spazio per intervenire nuovamente nei prossimi mesi. La liquidità è prevista ancora abbondante nel sistema finanziario.
Tra i rischi, domina il “Trade War” e i risultati delle elezioni USA
Il tema “Trade War” potrebbe continuare ad influenzare i mercati finanziari nei prossimi mesi e a giustificarne i picchi di volatilità anche dopo la firma della cd. «Fase 1».
Nei 2020 le elezioni USA giocheranno un ruolo chiave per la tenuta del mercato azionario americano. Una vittoria del partito Democratico potrebbe portare all’inversione di misure fiscali che hanno contribuito a spingere gli indici azionari ai massimi storici.