MARKETS STRATEGY
Le attese per il secondo semestre dell’anno

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Le attese per il secondo semestre dell’anno

Le manovre restrittive operate dalle principali banche centrali a livello globale per frenare le pressioni inflattive derivanti prima dalle riaperture post Covid e poi esacerbate dalla guerra in Ucraina hanno determinato un progressivo rallentamento dell’attività economica. Tuttavia, l’ipotesi di una recessione appare al momento ancora un’eventualità poco probabile.

A fine luglio il Fondo Monetario Internazionale ha diffuso le stime aggiornate di crescita per il triennio in corso che non contemplano l’ipotesi di una recessione imminente a livello globale. Anzi, le prospettive di recupero dell’attività economica mondiale sembrerebbero più rosee di quanto prospettato nelle stime di aprile.

Infatti, l’FMI ha rivisto lievemente al rialzo la previsione di crescita dell’economia mondiale nel 2023, indicando un +3% per quest’anno (stima aumentata di due decimi rispetto ad aprile) ed il prossimo.

Le revisioni delle stime sono stata tendenzialmente in aumento per la gran parte delle principali economie. Per gli Stati Uniti, ad esempio, l’istituto prevede un rallentamento della crescita all’1,8% nel 2023, con una revisione al rialzo di 0,2 punti rispetto alla stima di aprile, ed un PIL all’1% nel 2024 (da 1,1% precedente). A sostenere l’economia USA contribuirebbe la resilienza dei consumi, riflesso di un mercato del lavoro ancora teso che ha beneficiato di aumenti del reddito reale.

STIME DI CRESCITA DEL FONDO MONETARIO EUROPEO

La crescita dell’Eurozona dovrebbe attestarsi allo 0,9% quest’anno (stima rivista in aumento di un decimo rispetto ad aprile) per recuperare all’1,5% nel 2024 (1,4% precedente), comunque lontano dal 3,5% messo a segno nel 2022. Quanto all’Italia, quest’anno è attesa una crescita del PIL dell’1,1%, grazie all’andamento sostenuto dei servizi e del turismo, per poi scendere nel 2024 allo 0,9% dopo il +3,7% registrato nel 2022.

Per i mercati emergenti si prevede una crescita stabile al 4% ed una leggera accelerazione al 4,1% l’anno prossimo. La Cina farà segnare una crescita del PIL del 5,2% quest’anno e del 4,5% nel 2024.

Nel complesso, secondo quanto previsto dai principali organismi internazionali, il rallentamento economico in atto potrebbe intensificarsi ma senza compromettere il trend di crescita positiva. Un approccio più restrittivo delle attese da parte delle banche centrali potrebbe rallentare ulteriormente il ritmo di ripresa del ciclo economico nei rispettivi Paesi. Tuttavia, le economie dove il ciclo di rialzo dei tassi ha già raggiunto il proprio apice, potrebbero sperimentare una fase di maggiore stabilizzazione.

D’altro canto, l’azione restrittiva operata dalle banche centrali dei Paesi che hanno sinora sperimentato livelli di inflazione elevati dovrebbe contribuire al progressivo ridimensionamento delle pressioni sui prezzi, favorendo il prosieguo del processo di disinflazione in atto. In alcune economie, però, l’inflazione, pur rallentando, potrebbe rimanere su livelli ancora lontani dai target, dimostrandosi più vischiosa e persistente del previsto. Al contrario, il contesto inflattivo in Cina dovrebbe continuare a rimanere moderato, in controtendenza rispetto a quanto accaduto nelle principali economie occidentali.

Tale contesto non è immune da rischi: un’inflazione difficile da domare potrebbe indurre le principali banche centrali a proseguire nella propria azione restrittiva. L’inasprimento delle condizioni del credito per effetto del prolungamento delle politiche monetarie restrittive potrebbe incidere sulla crescita e acuire il rallentamento in atto.

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