Nel mondo l’epidemia preoccupa ancora e i virologi sono divisi su cosa accadrà

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Nel mondo l’epidemia preoccupa ancora e i virologi sono divisi su cosa accadrà

L’Italia sembra uscita dall’incubo del virus. Nonostante resti alta l’attenzione, i numeri degli ultimi giorni parlano di un boom di guarigioni e di poche centinaia di nuovi casi, di cui la maggior parte asintomatica. Ma al gruppo degli ottimisti, capeggiato dall’infettivologo Alberto Zangrillo, si contrappone Massimo Galli il direttore del reparto malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano che afferma: “Il  coronavirus non si è affatto indebolito. I nuovi focolai dimostrano il contrario, cioè che il virus è forte come prima. Non so cosa potrà capitare, ma in autunno dovremo essere preparati a qualunque evenienza”.

L’epidemia continua  a preoccupare in diverse zone del globo. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità nelle Americhe si trova ancora il punto più caldo, ma la malattia sta accelerando anche in Africa. E nel Vecchio Continente, mentre nella parte occidentale il virus è sotto controllo, abbiamo ancora dei trend preoccupanti in Europa meridionale e nei Balcani. In Spagna, in poco più di due settimane, il numero dei casi è triplicato e in Romania è stato registrato un nuovo record di contagi.

Intanto la Svizzera ha deciso di estendere l’elenco dei Paesi considerati a rischio di infezioni da coronavirus, includendo proprio quelli situati in alcune delle zone definite ‘preoccupanti’ dall’Oms.

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