Dopo il successo in Europa, per l’Italia è il momento della responsabilità

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Dopo il successo in Europa, per l’Italia è il momento della responsabilità

L’accordo è arrivato dopo cinque giorni di negoziati lunghi ed estenuanti: più di 90 ore di maratona, 35 minuti prima del record stabilito dal vertice per il trattato di Nizza nel 2000.

L’Unione europea emetterà 750 miliardi di debito comune per finanziare 312,5 miliardi di sussidi verso i paesi più in difficoltà, per finanziare progetti che guardano in particolare all’innovazione, al green, al digitale.

Tra i vincitori del Vertice c’è anche l’Italia e in particolare il nostro Primo Ministro Giuseppe Conte che ha saputo conquistarsi la fiducia di alcuni leader chiave come Merkel e Rutte grazie al piano Colao, agli Stati generali e al decreto Semplificazioni. Conte è riuscito a sfruttare l’empatia creata dalla catastrofe Covid-19 in Italia per ottenere molto più di quanto sperasse: 209 miliardi dal Recovery Fund, molti più dei 173 della proposta della Commissione. Sui sussidi, si registra un leggero calo (da 81,8 a 81,4 miliardi), ma l’Italia potrà beneficiare di una quota di prestiti molto più alta (da 90,9 a 127,4 miliardi). Conte ha ottenuto anche una soluzione ponte efficace per avere soldi già quest’anno, in attesa che il Recovery Fund entri in funzione nel 2021: date le circostanze eccezionali, saranno eleggibili gli investimenti per la ripresa effettuati a partire dal 1 febbraio 2020.

Malgrado la Brexit, l’Italia è l’unico paese che trae beneficio dal bilancio 2021-27. Con la caduta del pil, aumentano i fondi di coesione destinati alle regioni italiane, mentre sull’agricoltura si limitano i danni. Comunque sia, per i prossimi sette anni, l’Italia passerà da contributore a beneficiario netto: verserà all’Ue meno di quanto riceverà in cambio.

Ma la parte più difficile per Conte inizia adesso. Dopo l’accordo storico al Vertice Ue, tocca al governo preparare un piano di riforme serio e metterlo in pratica rapidamente per ottenere gli aiuti del Recovery Fund, senza correre il rischio che qualcuno faccia scattare il “super freno di emergenza”. Le condizionalità andranno rispettate subito. I prestiti andranno rimborsati. Dopo l’ora della solidarietà Ue, scatta ora per il nostro Paese la sfida della responsabilità.

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