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S&P500: gli USA rallentano e si riducono le stime degli utili

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S&P500: gli USA rallentano e si riducono le stime degli utili

Per l’economia statunitense si prospetta un 2019 all’insegna del rallentamento, anche se le possibilità di una recessione sono contenute, e gli analisti si stanno adeguando a tale scenario. Questo è il responso dei dati economici pubblicati nelle prime settimane dell’anno e dell’andamento delle stime degli analisti sugli utili delle società dello S&P500.

Segnali di cautela sul fronte dell’economia USA sono giunti anche dalle vendite al dettaglio di dicembre, in contrazione dell’1,2% rispetto al mese precedente, e dalla produzione industriale di gennaio, in calo dello 0,6%. Gli indici di fiducia, tipicamente anticipatori, si sono invece assestati su valori in linea con una crescita ancora sostenuta del PIL americano nel 2019, ma inferiore rispetto al 2018. Il modello della Fed di New York stima al 25% la probabilità di una recessione nei prossimi 12 mesi.

Una crescita economica americana meno vivace rispetto al passato ed un rallentamento economico generalizzato a livello globale, hanno portato gli analisti finanziari a rivedere in modo consistente le proprie stime sull’andamento degli utili per azione (EPS) delle società che compongono lo S&P500.

Dallo scorso ottobre, la stima di crescita degli EPS dello S&P500 nel 2019 è stata rivista al ribasso dal 10,3% al 4,8%. Ancora più netta è stata la revisione della crescita degli utili per il primo trimestre 2019, su cui influirà la chiusura del Governo Federale durato fino al 25 gennaio. Rispetto ad attese di una crescita del +7,1% ad ottobre, oggi gli analisti si attendono utili in contrazione del 2,2% nel 1Q19.

La revisione al ribasso delle stime degli utili ha reso il mercato azionario americano più caro rispetto a fine 2018. Lo S&P500, infatti, quota ora a un multiplo P/e 2019 di 16,4x, lo stesso valore di novembre, quando però l’indice era sopra i 2900 punti, circa il 4% in più di oggi. Il 4 dicembre, sulla scia del ribasso del mercato azionario, il multiplo era sceso a 15,8x.

Alle luce di tali considerazioni si conferma la posizione di sottopeso sull’azionario USA.

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