Banca Generali al Salone del Risparmio

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Banca Generali al Salone del Risparmio

A rappresentare Banca Generali alla XV edizione del Salone del Risparmio che si è svolta dal 15 al 17 aprile ’25 presso il Mi.Co. i nostri vice DG Andrea Ragaini, durante la conferenza di apertura, e Marco Bernardi che ci ha parlato della centralità della figura del consulente.

Andrea Ragaini, nella sua ulteriore veste di Presidente di AIPB, ha dato la sua visione dei temi di questa edizione: capitale paziente, progresso e longevità. Ha fornito ai private banker le tre linee guida per accompagnare i clienti ad avere una “pazienza virtuosa”:1. aumentare la protezione per assicurarsi anche sul famoso “non si sa mai”, 2. avere più equity che permette di agganciarsi all’economia reale e 3. più mercati privati che, oltre a far bene ai clienti, fanno molto bene anche al nostro paese. Il private banker nella sua forte relazione con il cliente si potrà avvalere della potenza disruptive dell’intelligenza artificiale ha ribadito Andrea Ragaini, ma, l’umanità rimarrà sempre al centro e sarà fondamentale per interpretare ancora di più i bisogni del cliente. La longevità, ha poi continuato, è ormai un dato certo e quello che emerge dai dati AIPB è che l’81% dei clienti private pensa spesso al futuro ma, solo il 20%, si è mosso per fare progetti finanziari di medio e lungo termine. Gli attuali 45-50enni, sono ancora più sensibili, perché emerge che nel 2045 per loro, il rapporto tra ultimo stipendio e prima mensilità di pensione sarà del 46%, e di questo si ha davvero poca consapevolezza. C’è quindi un tema di cultura previdenziale da diffondere ed in questo ambito il private banking può fare molto, parlando alle nuove generazioni ma anche con i genitori, con i nonni perché forse da loro può partire il germe di quella attenzione alla costruzione di un piano previdenziale che è tanto importante per il futuro del paese.

Marco Bernardi, tra i relatori della conferenza “Generali Investments: Vivere 100 anni da leone | La grande sfida della Longevity” sottolinea come la longevità faccia rivedere il concetto di investimento, previdenza e protezione ed in questo il private banking può svolgere un ruolo cruciale nell’accompagnare i clienti nella pianificazione di lungo termine del futuro. “Le direttrici dal nostro punto di vista sono due: aiutare i clienti a preservare il tenore di vita costruito negli anni precedenti e gestire il patrimonio in chiave di passaggio generazionale, con un’ottica dinastica” afferma Bernardi. Fornisce poi al consulente i pilastri su cui fondare la strategia di gestione del patrimonio: il primo è un’ottica di lungo periodo, che tenga conto degli obiettivi del cliente, quello che viene definito Goal-Based Investing (GBI); il secondo la capacità di combinare l’investimento in un’ottica di lungo periodo con elementi di protezione del patrimonio in grado di proteggere da imprevisti e volatilità; il terzo è uno sguardo che sappia abbracciare il patrimonio del cliente e della sua famiglia con un approccio olistico, nelle sue componenti non solo finanziaria ma anche immobiliare, artistica e soprattutto d’impresa, se presente. Questa prospettiva, continua Bernardi, non può prescindere da una profonda relazione di fiducia tra professionista e cliente, che è il patrimonio più prezioso che i nostri banker gestiscono e costituisce la base del nostro lavoro. Il tutto accompagnato da prodotti all’avanguardia.

 

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