Con BG Saxo i trader italiani si aprono ai mercati internazionali

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Con BG Saxo i trader italiani si aprono ai mercati internazionali

Un interessante studio condotto tra i clienti Saxo e BG Saxo – le cui principali evidenze sono state riprese la scorsa settimana su MF – dimostra come i trader italiani si stiano aprendo sempre di più ai mercati internazionali, preferendo agli Etf  gli investimenti su singoli titoli. Questo in sintesi è quanto emerge dalla survey sui 20 sottostanti più scambiati dai due campioni di investitori: il primo internazionale (Saxo) e il secondo italiano (BG Saxo), entrambi con lo stesso circuito e gli stessi servizi a disposizione e perciò comparabili in quanto operanti a pari condizioni.

La base clienti di Saxo conta circa 600 mila utenti ed è dunque rappresentativa di un campione internazionale, mentre quella di BG Saxo riguarda trader italiani che si muovono in autonomia o si affidano alla nostra consulenza. Questi ultimi si concentrano in particolare sulla compravendita di titoli italiani, con Intesa Sanpaolo al primo posta, seguita da ENI e Unicredit. Se si allarga lo spettro ai primi 10 titoli trattati, ecco allora comparire al quarto posto Nio, al sesto Tesla, al settimo Moderna e al nono Inovio. Tutte realtà internazionali che – seppur in modi e termini diversi, sono state protagoniste di questa fase travagliata e hanno potuto godere di molta visibilità e volatilità. L’attenzione ai titoli esteri da parte dei trader italiani di BG Saxo è dovuta anche all’ampiezza dell’universo investibile offerto dalla nostra piattaforma di trading, che favorisce e facilita la diversificazione geografica e settoriale.

Se infatti è scontato trovare Tesla, Amazon e Apple tra i titoli esperi più scambiati dai trader di BG Saxo, sorprende a presenza di Nio al quarto posto. Quotata a New York, la casa cinese costruttrice di auto elettriche pur essendo meno nota e affascinante di Tesla, ha fatto registrare performance eccezionali su base annua (1.385%) e semestrale (350%).

Per quanto riguarda invece i sottostanti utilizzati dagli operatori esteri, balza subito all’occhio il maggior uso di strumenti Etf rispetto ai trader italiani. Più diversificazione, quindi, che non significa necessariamente una minore propensione al rischio.  Questa specifico comportamento potrebbe sottendere anche una minor conoscenza delle singole società operanti sul mercato, che presuppone informazioni più di dettaglio e costanti nel tempo.

A mettere d’accordo trader nazionali e internazionali è il mercato estero più utilizzato per le compravendite: il Nasdaq, spinto dall’attenzione ai temi che in questi mesi hanno guadagnato le prime pagine dei giornali.

In conclusione, dunque, i trader italiani hanno una buona propensione al rischio, sono generalmente buoni conoscitori delle aziende italiane e preferiscono investire su titoli nazionali, ma si aprono ai mercati esteri anche grazie alle potenzialità della nostra piattaforma di trading, unica sul mercato per possibilità di investimento. Scelgono il Nasdaq come secondo mercato a cui rivolgersi  e agiscono spesso in maniera autonoma. I trader esteri risultano invece più pacati, diversificano di più tramite gli Etf e hanno probabilmente un orizzonte temporale di riferimento più lungo.

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