Crescita e solidità nei risultati preliminari 2018

Mercati difficili, prospettive incerte e il tema regolamentare della MiFID II che sta producendo in pieno i suoi effetti. Eppure in un 2018 dai toni foschi, che il nostro Amministratore Delegato non ha esitato a definire come uno dei peggiori per la nostra professione, Banca Generali ha confermato il suo cammino di crescita commerciale e di solidità, oltre che di soddisfazione per i propri azionisti. Infatti, tra i dati emersi dalla presentazione dei risultati preliminari del 2018, spicca la conferma del dividendo a 1,25 euro per azione, come annunciato durante l’Investor Day di Londra nel mese di dicembre.
Tutti i principali quotidiani nazionali hanno dato ampio risalto ai numeri della nostra Banca: oltre al dividendo, l’attenzione si è concentrata sulla forza dell’utile ricorrente, sulla crescita delle masse a 57,5 miliardi e sull’utile netto di 180 milioni, in contrazione rispetto all’eccezionale 2017 ma se guardiamo ai profitti rettificati, basati sulle voci ricorrenti, la crescita continua ad essere esponenziale.
Il dato delle masse è ancora più rotondo se alla crescita endogena si aggiungono i capitali portati delle due operazioni straordinarie di acquisizione – Nextam e Valeur – che portano il risultato finale a 60 miliardi. Spicca, in questo quadro, anche la raccolta che come previsto ha toccato i 5 miliardi, ennesima conferma dell’eccellenza delle nostre reti, ed un significativo aumento dei profitti ricorrenti del 48% che mette fieno in cascina contro le incertezze e le volatilità dei mercati.
Nel commentare i risultati il nostro AD ha anche sottolineato come i consulenti finanziari abbiano un vantaggio competitivo rispetto alle banche tradizionali ed, in particolare, i nostri consulenti di Banca Generali che possono godere di una società dinamica alle spalle, sempre tesa ad ampliare la gamma prodotti ed i servizi offerti, così da essere sempre in grado di rispondere in modo adeguato alle esigenze della clientela, anche la più evoluta.