Markets Strategy
Crescita economica ostaggio delle tensioni geo-politiche

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Crescita economica ostaggio delle tensioni geo-politiche

Sono le tensioni geo-politiche internazionali la maggiore fonte di incertezza per la crescita economica a livello mondiale. Questa è la conclusione cui sono pervenuti sia la Federal Reserve statunitense che il Fondo Monetario internazionale nelle rispettive ultime analisi sulle prospettive dell’economia mondiale nei prossimi mesi. Di conseguenza la banca centrale statunitense ha tagliato i tassi per tre volte di 25bp, portandoli all’1,5/1,75%, mentre l’istituto di Washington ha abbassato la stima sulla crescita del Pil mondiale del 2019 dal 3,2% al 3% e per il 2020 dal 3,5% al 3,4%.

A pesare sulle prospettive di sviluppo è non solo la guerra commerciale tra USA e Cina ma anche l’esito incerto della Brexit e le tensioni in medio-oriente per la ripresa del programma nucleare in Iran, che hanno avuto un’appendice negli incidenti con l’Arabia Saudita, quali l’attacco con dei droni ai pozzi di petrolio. Le crisi in Libia e Venezuela, per quanto minori, hanno il potenziale di avere ripercussioni sulla crescita economia mondiale qualora dovessero peggiorare, con effetti negativi sui prezzi del petrolio.

L’incremento delle tensioni è evidente nell’indice sui rischi geo-politici elaborato da due economisti italiani della Federal Reserve: per quanto in ottobre sia sceso rispetto ai massimi di giugno, l’indice rimane su valori storicamente elevati. Misure alternative dei rischi evidenziano lo stesso trend.

Le tensioni internazionali stanno aumentando le condizioni d’incertezza in cui si trovano a prendere decisioni d’investimento imprese e famiglie con impatti sugli investimenti produttivi e i consumi. Anche se l’immissione di liquidità delle banche centrali conseguente al rallentamento dell’economia spinge ad aumentare il peso delle azioni nei portafogli verso posizioni di neutralità, tale scenario consiglia di mantenere di farlo mantenendo comunque un approccio di selettività e di cautela.

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