FINANZA E MERCATI
Prosegue a Wall Street la corsa degli high-tech

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FINANZA E MERCATI
Prosegue a Wall Street la corsa degli high-tech

I nuovi massimi raggiunti da Wall Street sembrano contrastare con un’economia mondiale alle prese con una recessione senza precedenti causata dalla pandemia Covid-19, ma la lettura della realtà appare decisamente più complessa.

Innanzitutto i record della borsa statunitense sono stati trainati dai titoli tecnologici, in particolare quelli ricompresi nell’acronimo FAAANM (Facebook, Apple, Alphabet, Amazon, Netflix, e Microsoft), esclusi i quali non si osserverebbero così forti discrepanze con le altre piazze finanziarie, in maggioranza ancora ampiamente negative in questo 2020. In secondo luogo il rialzo è stato in gran parte favorito dalle politiche fortemente espansive delle banche centrali che per sostenere la liquidità dell’economia reale stanno immettendo nel sistema quantità enormi di denaro con l’effetto secondario di spingere sempre più in campo negativo i rendimenti obbligazionari, rendendo le azioni uno dei pochi asset ancora in grado di fornire potenziali rendimenti positivi. Infine i mercati stanno scontando le attese per lancio anticipato di vaccini anti-Covid e gli effetti positivi delle espansioni fiscali promesse da tutti i governi, a partire da Stati Uniti ed Europa, quest’ultima supportata nei piani di spesa dai fondi previsti dal Recovery Fund.

Il grafico riportato qui sotto mostra l’andamento dell’indice S&P500 (linea arancione) rispetto allo stesso indice “depurato” dei titoli high tech. Si può vedere come la forbice di valore si sia notevolmente allargata dopo la crisi relativa al Covid-19.

Fonte: Bloomberg

Tutto bene allora? In realtà occorre tenere un certo grado di cautela quando i prezzi anticipano troppo le buone notizie, mentre sottovalutano situazioni di reale difficoltà. Per restare nel campo dei “fondamentali” dell’economia l’ultima stagione delle trimestrali si è confermata tra le peggiori della storia (utili dell’SP500 in calo del 33%, anche se meglio delle attese più pessimistiche in area -45%) e molti settori continuano a soffrire pesantemente gli effetti della pandemia. L’arrivo di un vaccino ancora non è certo, così come una sufficiente diffusione tra la popolazione, e questo lascia dubbi che l’economia torni a crescere come nelle attese più ottimistiche nella seconda parte dell’anno e nel 2021. Si potrebbe pertanto assistere ad una ulteriore revisione al ribasso degli utili l’anno prossimo che renderebbe difficilmente sostenibili le valutazioni attuali dei mercati. Inoltre le banche centrali hanno già dato fondo a molti strumenti di stimolo monetari, mentre molte politiche fiscali espansive sono ancora in fase preliminare e potrebbero finire in parte depotenziate da interventi assistenzialisti.

Restano infine aperte variabili geopolitiche su equilibri di lungo periodo, a partire dalla guerra commerciale tra Washington e Pechino destinata con ogni probabilità a riaccendersi anche per l’utilizzo in chiave elettorale da parte di Trump in vista delle elezioni di novembre.

Per l’investitore inseguire i record degli indici delle borse statunitensi non può pertanto rappresentare la risposta alle proprie necessità di risparmio e di investimento, visto che i mercati finanziari mostrano una realtà ben più complessa dei 3400 punti dell’SP500 o degli oltre 11000 del Nasdaq Composite. Nel breve periodo restano consigliati margini di flessibilità per sfruttare nuovi aumenti di volatilità, mentre l’impostazione strategica dei portafogli non può prescindere da un adeguato bilanciamento delle asset class, con ampia diversificazione e focus sulla qualità, che sempre più spesso si accompagna ad elevate caratteristiche di sostenibilità in chiave ESG.

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