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Germania post-elezioni: la reazione dei mercati
Le elezioni tedesche del 23 febbraio 2025 hanno visto un’alta affluenza alle urne, con oltre l’80% degli aventi diritto che si sono recati a votare per eleggere il nuovo Parlamento. I risultati hanno delineato un panorama politico in evoluzione, con implicazioni significative per la Germania e per l’Europa.
Il partito di centro-destra CDU/CSU, guidato da Friedrich Merz, ha ottenuto la maggioranza relativa dei seggi, con circa il 28,5% dei voti. Merz ha annunciato l’intenzione di formare un governo entro Pasqua, aprendo i colloqui con potenziali partner per creare una coalizione.
Un risultato significativo è stato il consolidamento del partito di estrema destra AFD, che ha raggiunto il 20,8% dei consensi, il risultato più alto a livello federale dalla sua fondazione nel 2013. Il partito Socialdemocratico SPD, guidato dal premier uscente Olaf Scholz, ha subito una perdita di consensi, ottenendo il 16,4% dei voti. I Verdi hanno deluso le aspettative, fermandosi all’11,6%. Il partito populista di sinistra radicale Die Linke ha ottenuto l’8,8% dei voti. Sia il partito della sinistra conservatrice BSW che il partito liberale FDP non hanno superato la soglia di sbarramento del 5%.
L’uscita dal Parlamento del partito liberale FDP e il mancato superamento della soglia di sbarramento da parte del partito BSW hanno portato a una distribuzione dei seggi che potrebbe favorire la formazione di una “Grande Coalizione” tra CDU/CSU e SPD. Insieme, questi due partiti dispongono di 328 seggi, superando la soglia dei 316 necessari per la maggioranza assoluta. Un governo formato da due partner potrebbe garantire una maggiore stabilità in Germania.
Tuttavia, la Grande Coalizione non avrà la maggioranza qualificata dei 2/3 dei seggi necessaria per le riforme costituzionali. Ciò significa che per approvare riforme importanti, come quella del freno al debito, sarà necessario il sostegno dei partiti di opposizione. L’AFD e la sinistra di Die Linke, con 216 seggi, detengono una “minoranza di blocco” che potrebbe ostacolare o rallentare decisioni che richiedono una maggioranza qualificata.
I punti chiave di confronto tra i partiti saranno principalmente due:
- La riforma del freno del debito: questo limite costituzionale all’indebitamento del Governo centrale è fissato allo 0,35% del PIL. CDU/CSU si è mostrata aperta alla riforma per fini di investimento, mentre SPD e Verdi sono favorevoli. La sinistra Die Linke si è dichiarata favorevole, ma potrebbe condizionare il proprio sostegno a garanzie sull’utilizzo dei fondi per scopi sociali e non per la difesa. L’AFD si è espressa fermamente contro una revisione del limite e potrebbe utilizzare tutti gli strumenti parlamentari a sua disposizione per fare ostruzionismo, presentando emendamenti, richiedendo votazioni nominali e sfruttando i tempi procedurali per rallentare l’iter legislativo.
- Le spese per la difesa: la Grande Coalizione potrebbe appoggiare un aumento degli investimenti nella difesa, anche in considerazione degli impegni NATO e della situazione in Ucraina. Le spese per la difesa potranno essere finanziate tramite la riforma del limite di freno o tramite fondi speciali (SPV), anch’essi costituibili in Parlamento solo con voto a maggioranza qualificata. Anche in questo caso, l’AFD si opporrebbe fermamente a qualsiasi aumento delle spese militari, coerentemente con la sua linea politica. Die Linke potrebbe ostacolare la costituzione di fondi speciali (SPV), che richiedono una maggioranza qualificata, a meno che non vengano previste misure compensative in altri settori. In alternativa, il Governo potrebbe invocare la «clausola di salvaguardia» per le spese per difesa, approvandole a maggioranza assoluta, ma si tratterebbe di una misura contingente che non risolve il problema del finanziamento strutturale della spesa.
Performance settori Dax del 24 febbraio 2025, il giorno dell’esito elettorale

I mercati finanziari hanno accolto l’esito elettorale senza particolari scosse, data la sostanziale corrispondenza dei risultati con gli exit poll. In generale, la reazione è stata positiva.
Sul mercato obbligazionario si è assistito ad un leggero irripidimento della curva governativa tedesca, con un calo dei rendimenti a breve termine e stabilità sul decennale. C’è stato un leggero allargamento degli spread periferici (Btp-Bund), dovuto più a una riduzione del “premio al rischio” prezzato nel periodo pre-elettorale che a un peggioramento delle prospettive dei rispettivi Paesi.
Positiva anche la reazione del mercato azionario domestico, con il DAX che ha registrato un rialzo dello 0,7%, grazie alla prospettiva di una riduzione della pressione fiscale sulle imprese e un rilancio dell’attività economica da parte del nuovo Governo. A trainare i rialzi è stato il settore industriale, in particolare il comparto legato alla difesa, e il consumer discretionary, con l’automotive come principale motore.
L’esito delle elezioni tedesche del 2025, pur delineando un quadro politico complesso, ha rimosso un’importante incertezza che gravava sul panorama europeo. La potenziale formazione di una Grande Coalizione, sebbene non priva di sfide interne, potrebbe portare a una maggiore stabilità politica e a politiche economiche più orientate alla crescita domestica. Questo nuovo assetto politico, con una forte inclinazione europeista, contribuisce a rafforzare la stabilità dell’Eurozona e a sostenere le politiche di crescita a livello europeo.
Una delle principali aspettative di una Grande Coalizione è la potenziale riduzione della pressione fiscale sulle imprese. Questo cambiamento potrebbe favorire un rilancio dell’attività economica in Germania, con effetti positivi per il mercato azionario europeo. In particolare, i settori industriale, soprattutto quello legato alla difesa, e il settore dei beni di consumo discrezionali, come l’automotive, potrebbero trarre grandi benefici da questo scenario. Tuttavia, è importante considerare anche i rischi potenziali. L’azione dei partiti di minoranza potrebbe rallentare l’implementazione delle riforme necessarie. Inoltre, i compromessi politici potrebbero diluire l’efficacia delle politiche economiche proposte.
In conclusione, mentre l’esito elettorale tedesco offre numerose opportunità, è fondamentale monitorare attentamente gli sviluppi politici e le decisioni del nuovo governo. Nell’ambito dell’investimento azionario europeo, adottare un approccio selettivo, focalizzandosi sui settori che potrebbero beneficiare maggiormente dalle nuove politiche, potrebbe rivelarsi una strategia vincente.