Italia vicina al picco? Cresce la preoccupazione nel resto del mondo

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Italia vicina al picco? Cresce la preoccupazione nel resto del mondo

L’Italia è in attesa di vedere gli effetti del Decreto che ha limitato e regolato gli spostamenti su tutto il territorio nazionale. La crescita quotidiana dei contagi non è più esponenziale ma i nuovi casi giornalieri, che ieri e oggi hanno abbondantemente superato il numero record di 5.000, non lasciano intravedere un’imminente inversione di tendenza. Le province di Bergamo e Brescia sono quelle che pagano il prezzo più alto in termini di infezioni, con un numero di ricoveri e emergenze respiratorie che ha portato oltre il limite le possibilità di risposta degli ospedali cittadini. In particolare, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ormai prossimo al collasso, ha dovuto indirizzare diversi malati in altri centri di cura. Preoccupano anche alcuni focolai nel sud del Paese, in parte dovuti all’esodo che ha preceduto le restrizioni del Governo. Buone notizie arrivano invece dai primi focolai del contagio: a Codogno e Vo’ Euganeo i nuovi casi si sono ridotti a poche unità. Continua a preoccupare però è il numero di asintomatici: a Vo’ Euganeo infatti – dove tutti i 3.000 abitanti sono stati sottoposti a tampone – la grande maggioranza delle persone infettate da Covid-19, tra il 50 e il 75%, risulta completamente senza sintomi. Ecco la ragione per cui in tutto il Paese non si allentano le misure che limitano gli spostamenti ai soli casi di comprovata necessità (tragitti per raggiungere il luogo di lavoro o per acquistare generi alimentari e farmaci) e in molti ormai – tra cui il Governatore della Lombardia Fontana – sono favorevoli a un loro inasprimento.

I dati alle 18:00 di oggi parlano di 47.021 contagi di cui 5.129 guarigioni e 4.032 decessi.

Fonte: Il Sole 24 Ore – 20 marzo 2020

PUBBLICATO IL DECRETO “CURA ITALIA”

Con la firma del presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ha preso corpo il Decreto “Cura Italia” che stanzia 25 miliardi di euro per l’emergenza Covid-19, di cui 3,5 miliardi per fare fronte all’emergenza sanitaria e 10 miliardi per misure di sostegno all’occupazione e al lavoro. Il Premier Conte ha parlato di una “poderosa manovra economica” che attiverà flussi per complessivi 350 miliardi. Un primo intervento a cui faranno seguito altri provvedimenti per i quali il Governo si augura anche impegni concreti da parte delle autorità europee.

TUTTE LE MISURE PER IL LAVORO E LE IMPRESE

Fonte: Elaborazione interna su dati Ministero dell’Economia e delle Finanze

SPERIMENTAZIONI E NUOVI CENTRI DI CURA

Sul fronte delle terapie, il Decreto “Cura Italia” ha anche dato avvio alla sperimentazione sui malati di alcuni farmaci tra cui il tocilizumab, rimedio finora utilizzato per l’artrite reumatoide e già sperimentato su alcuni pazienti a Napoli con risultati incoraggianti. Nel frattempo Regione Lombardia ha dato avvio al grande progetto dell’ospedale al Portello, con due padiglioni dell’ex Fiera di Milano attrezzati per accogliere in terapia intensiva e sub-intensiva circa 400 malati, con sala operatoria, spazi per esami radiografici e tutto il necessario per assistere i  malati nel modo più adeguato. Un progetto destinato ad avere un ruolo che supera i confini dell’emergenza sanitaria in Lombardia, ma si propone come hub nazionale per la lotta al coronavirus. Nel contempo,per fronteggiare l’emergenza a Bergamo è partito l’allestimento dell’ospedale da campo degli Alpini, così come altri ospedali da campo sono stati previsti a Brescia, Piacenza e Crema, grazie all’aiuto dell’Esercito.

CRESCE LA PREOCCUPAZIONE NEL RESTO DEL MONDO

Per la prima volta questa settimana il numero dei morti per il coronavirus nel mondo ha superato quelli della Cina. La Germania ha chiuso le frontiere, Spagna e Francia hanno adottato misure restrittive seguendo l’esempio italiano che impone di non uscire di casa se non per situazioni di stretta necessità. Anche gli Stati Uniti si predispongono ad affrontare l’emergenza sanitaria con Trump che ha sconsigliato raduni familiari con un numero di partecipanti superiore a dieci. Infine da registrare il brusco dietrofront del premier britannico Boris Johnson che dopo aver parlato di “immunità di gregge” ha invitato la popolazione a evitare contatti non-essenziali, in particolare per gli ultrasettantenni e donne incinte e con malattie pregresse.

LA CLASSIFICA DEI DIECI PAESI PIU’ COLPITI DAL VIRUS

Fonte: Il Sole 24 Ore – 19 marzo 2020

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