Lockdown prorogato fino a Pasqua. Si intravede la luce in fondo al tunnel
Anticipata al TG1 dal Ministro della Sanità Roberto Speranza, è arrivata puntuale la proroga da parte del Primo Ministro Conte di tutte le misure ad oggi in vigore per contenere il diffondersi del contagio nella nostra penisola. Fino a Pasqua il lockdown sarà totale e solo dalla seconda metà di aprile – se i dati conforteranno gli esperti del Comitato Tecnico-Scientifico – si andrà incontro a un graduale ritorno alla normalità.
Questo è lo scenario ad oggi più verosimile, con i contagi che hanno rallentato e con essi le emergenze nei vari ospedali delle zone più colpite. La situazione rimane critica, ma con i posti in terapia intensiva passati dagli iniziali 5.000 a 9.000 in tutta Italia, i nuovi approvvigionamenti di guanti e mascherine con molte aziende tessili che hanno riconvertito la produzione, l’apertura a tempo di record dei padiglioni di terapia intensiva all’ex Fiera di Milano, dell’Ospedale degli Alpini di Bergamo e dell’Ospedale da Campo di Crema, il picco dell’emergenza sembra oggi essere alle spalle.
Due i momenti che hanno più colpito e fatto parlare l’opinione pubblica in questi giorni: il Papa che sotto la pioggia ha pregato in una piazza San Pietro deserta davanti al crocifisso che sconfisse la peste romana nel XVI secolo e il Primo Ministro albanese Edi Rama che inviando un contingente di 30 medici nelle regioni italiane più colpite dal virus ha affermato in un fluente italiano: “Laggiù è casa nostra da quando gli italiani ci hanno salvati, ospitati e adottati. Siamo poveri, ma non abbandoniamo mai l’amico in difficoltà.”
Alle 18:00 di ieri i numeri raccontano di 115.242 contagi, di cui 18.278 guarigioni e 13.915 decessi.
Fonte: Il Sole 24 Ore – 02/04/2020
La Spagna ha superato i 100.000 contagi e – con più di 10.000 decessi – rappresenta lo Stato del Vecchio continente con la situazione più critica dopo l’Italia. In Francia, i 2.000 letti disponibili in rianimazione a Parigi sono ormai saturi di pazienti e c’è chi ipotizza che la regione Ile-de-France entro una decina di giorni possa trovarsi nella stessa situazione della Lombardia. In Portogallo ha fatto clamore la sanatoria degli immigrati irregolari per poter controllare meglio lo sviluppo dei contagi. E proprio dal Portogallo – dove la presenza del Coronavirus è molto più contenuta che altrove – arrivano dati che contrastano con il resto del mondo: più colpiti risultano infatti le donne e le fasce di popolazione sotto i 60 anni.
Guardando oltreoceano, le vittime negli Stati Uniti potrebbero toccare il numero record di 240mila, secondo la Casa Bianca. È stata la prima volta che l’amministrazione Trump ha rilasciato una stima ufficiale. Nelle scorse settimane, i medici e gli esperti che stanno coordinando la risposta al Coronavirus, erano stati più vaghi sui numeri (da 100 a 200mila), affermando che non c’erano abbastanza dati affidabili.
Anche il presidente del Brasile Bolsonaro ha dovuto arrendersi all’evidenza e ha cambiato decisamente i toni sull’emergenza. In un breve discorso trasmesso martedì sera a reti unificate, si è astenuto dal criticare le misure di isolamento sociale e ha definito la pandemia “la più grande sfida per la nostra generazione” ammettendo che per affrontarla sono necessari “unione e collaborazione” da parte dei poteri dello Stato, per “salvare vite, senza perdere posti di lavoro”.
LA CLASSIFICA MONDIALE DEL CONTAGIO
Fonte: Il Sole 24 Ore – 02/04/2020

