Markets Strategy
In Germania possibili interventi governativi a sostegno dell’economia
I dati pubblicati in Germania nel corso delle ultime settimane, e in particolare l’indice di fiducia delle imprese tedesche IFO di agosto, hanno confermato i segnali di rallentamento già emersi nel secondo trimestre, quando l’economia si era contratta dello 0,1% t/t.
I rischi che la Germania possa registrare una recessione tecnica (due trimestri negativi) sono così, notevolmente aumentati come sottolineato anche dalla Bundesbank.
In questo scenario si sono fatte strada le ipotesi che il Governo possa decidere di implementare una politica fiscale espansiva. Molto dipenderà dalle nuove stime che verranno rese pubbliche il prossimo 2 ottobre. Una revisione al ribasso di crescita del PIL per il 2020, ora all’1,5%, sembra molto probabile.
Secondo il Ministro delle Finanze potrebbe essere varato un piano fiscale pari a 50 miliardi di euro per rilanciare la crescita economica. Si tratterebbe di una manovra di poco superiore all’1% del PIL, di portata più limitata rispetto alla manovra implementata durante la crisi del 2009 e molto vicina alle stime di surplus di bilancio previste per il 2019, pari a 37 miliardi di euro. Da decidere, poi, come impiegare queste risorse. Gli investimenti stimati in ambito ambientale (37 miliardi di euro sino al 2023) non dovrebbero essere sufficienti per rilanciare la crescita, così come l’abolizione della tassa di solidarietà. Il maggiore indiziato per il rilancio della crescita – gli investimenti in infrastrutture – si deve confrontare con la scarsa capacità produttiva delle società del settore che vengono da anni di sotto investimenti.
Il mix di una politica fiscale tedesca più espansiva unita al taglio dei tassi che la BCE potrebbe decidere in settembre, potrebbe sostenere la crescita economica europea nel medio periodo. I rischi che le cose possano peggiorare prima di migliorare, però, ci inducono a confermare un orientamento neutrale sull’azionario europeo, con una preferenza per i temi value.