Blog “Protezione & Risparmio”
Quanto pesa la crisi del Mar Rosso sull’Italia

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Quanto pesa la crisi del Mar Rosso sull’Italia

Sul nostro Blog “Protezione & Risparmio” fari puntati sulla crisi del Mar Rosso e il suo potenziale impatto sull’economia italiana. L’escalation militare, che sta sollevando non poche preoccupazioni per la stabilità geopolitica dell’area, potrebbe avere profonde ripercussioni sul commercio globale.

Lo Stretto tra lo Yemen e Gibuti da anni è funestato da atti di pirateria ai danni delle navi mercantili che percorrono la rotta del Canale di Suez ma, negli ultimi 2 anni, si è passati da sporadici attacchi non organizzati di pirati somali a delle vere e proprie operazioni militari delle milizie Houthi, tribù ssostenuta, anche se non ufficialmente, dallo stato iraniano. Gli accadimenti più recenti hanno spinto alcune potenze occidentali ad aumentare la loro presenza in acque internazionali della zona con navi militari, fino ad arrivare agli attacchi missilistici mirati di poche settimane fa, coordinati da Usa e UK, che avevano come target alcune basi e roccaforti Houthi.

Le ripercussioni sono molteplici a livello globale, anche se sul fronte materie prime non si è registrata una volatilità eccessiva. In Europa, alcuni Paesi quali Germania e Paesi Bassi sono più propensi ad azioni militari dirette mentre Italia, Spagna e Francia prediligono un posizionamento militarmente più neutrale, ma nel contempo sono pronte a fornire navi militari a supporto e sorveglianza dell’area dello stretto.

Luca Longhi, head of Total Return Portfolio di Banca Generali sottolinea come ben il 40% del nostro Import-Export passi dal canale di Suez. Ad impensierire in particolare sono i costi di trasporto, lievitati per la scelta delle più grandi compagnie di shipping mondiale di circumnavigare l’Africa: 3500 miglia in più da percorrere, che corrispondono ad oltre 10 giorni di navigazione da aggiungersi ai già 35 della rotta ‘normale’. A queste problematiche si aggiungono anche le preoccupazioni per l’approvvigionamento energetico dato che il Mar Rosso è una rotta fondamentale per il transito di materie prime energetiche, in particolare il petrolio e il gas naturale liquefatto.

Le prime ‘vittime illustri’ delle catene di approvvigionamento sono nel settore automobilistico con Tesla che ha dovuto sospendere la produzione nella Gigafactory di Berlino ed altri marchi che hanno interrotto la produzione in Turchia, principale polo produttivo del mediterraneo. Se la situazione attuale non dovesse risolversi in tempi rapidi si innescherebbe nuovamente il rischio di un incremento dell’inflazione.

Qui il link al testo integrale, che puoi condividere con i tuoi contatti.

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