Emergenze sanitarie: cosa ci insegnano le esperienze del passato

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Emergenze sanitarie: cosa ci insegnano le esperienze del passato

Influenza suina, Ebola, Zica, Sars. Tutti nomi che rimandano a periodi bui per la salute pubblica internazionale, ma non solo. Un altro minimo comune denominatore di queste emergenze sanitarie è rappresentato dalla volatitiltà dei mercati finanziari, i quali – sull’onda dell’irrazionalità – sono sempre stati storicamente portati a scontare il rischio pandemia.

Per provare ad immaginare l’andamento dei mercati nel prossimo futuro è utile dunque dare uno sguardo a ciò che successe in passato. Perchè, se è pur vero che ogni epidemia fa storia a sé, analizzare situazioni simili aiuta a comprendere cosa probabilmente ci aspetta di qui a poco.

Partiamo dunque dall’influenza suina (2009): dal suo inizio al massimo della crisi l’Msci Mexico (considerato il migliore riferimento per valutare l’impatto borsistico di quel virus) perse il 4% per poi rimbalzare nei tre mesi successivi del 25,7%. Lo stesso comportamento dei mercati lo ritroviamo replicato negli altri casi ricordati. Sia con Ebola (2014) che con Zika (2016). E anche nel caso Sars (2003) – che gli esperti considerano la situazione con più elementi in comune rispetto all’attuale – la dinamica dei mercati seguì esattamente quella descritta: dal momento della deflagrazione della crisi sanitaria l’Msci China index scivolò (tra marzo e aprile) dell’8,6% per poi rimbalzare del 31%.

Il grafico relativo all’andamento del MSCI World Index collegato alle principali epidemie degli ultimi cinquant’anni, conferma a livello globale questa tendenza.

E’ chiaro, sono solo corsi e ricorsi della storia che non danno garanzie su cosa accadrà. Rappresentano però una lettura interessante che – se non altro – consente un approccio più razionale rispetto alle reazioni a caldo che in questi giorni hanno “infettato” l’opinione pubblica  A supportare un quadro di giustificata fiducia sono anche i dati diramati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che evidenziano come in Cina il numero dei pazienti guariti sia ormai stabilmente superiore rispetto a quello delle nuove infezioni. E se guardiamo in Italia, ad oggi i contagiati sono oltre 1500, con 83 guarigioni e 34 decessi. Numeri che rappresentati in grafico, mostrano chiaramente la bassa aggressività di questa nuova patologia virale.

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