Fase 2, ripartenza prudente. In Germania risale l’indice di contagio

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Fase 2, ripartenza prudente. In Germania risale l’indice di contagio

Deluse le aspettative di chi si aspettava una Fase 2 all’insegna delle grandi riaperture. Poche le concessioni rispetto alla situazione attuale: gli spostamenti finora consentiti soltanto nel proprio Comune vengono ampliati all’intera Regione di residenza, libertà di passeggiare e fare attività sportive all’aperto anche lontani dalla propria abitazione, mantenendo le distanze di sicurezza. Ma a deludere il popolo delle partite IVA è soprattutto la prudenza con cui sì è deciso di affrontare la riapertura delle attività commerciali. Sul piedi di guerra ristoratori, parrucchieri e tanti piccoli commercianti che vedono ancora lontano un ritorno alla normalità.

L’approccio di massima cautela deriva in gran parte dalla relazione fornita al Governo dagli esperti del Comitato tecnico scientifico guidati dal professor Brusaferro che – analizzando i dati sull’andamento del contagio – ha evidenziato come “lo spazio di manovra sulle riaperture non sia molto”, anche se la curva dei contagi prosegue la sua discesa e se il calo dei decessi dovesse confermarsi costante raggiungerebbe quota zero tra circa venti giorni.

I dati pubblicati ieri sera parlano di 203.591 contagi complessivi, di cui 71.252 guarigioni e 27.682 decessi.

Il Sole 24 Ore – 29.04.2020

La prudenza italiana sembra trovare supporto dall’esperienza tedesca, che proprio in questi giorni ha comunicato come l’indice dei contagi in Germania sia tornato a salire per effetto dell’annuncio riguardante la riapertura dei piccoli negozi e delle scuole. La Francia, che ha individuato nell’11 maggio il giorno dell’allentamento del lockdown, ha dato alle scuole la facoltà di riaprire su base volontaria.

Complessivamente, i morti nel mondo hanno superato quota 210 mila, a fronte di più di 3 milioni di contagi. L’85% delle vittime sono state registrate in Europa e negli Stati Uniti. Gli Usa sono il Paese con il più alto numero di decessi, seguito da Spagna, Italia Francia e Gran Bretagna.

Il Sole 24 Ore – 29.04.2020

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