Le nostre filiali a impatto zero
La filiale del futuro? Le nostre saranno a impatto zero. La conferma è arrivata direttamente dal nuovo piano strategico in cui la banca ha affiancato ai tradizionali target finanziari, anche una serie di precisi obiettivi in termini di impatto ambientale. Si tratta della prima volta che una istituzione bancaria mette nero su bianco un impegno di questo genere.
In particolare, Banca Generali si impegna a ridurre le emissioni inquinanti per una percentuale pari al 25% entro il 2025, portandole addirittura a zero entro il 2040. Per raggiungere questi target, è stato già avviato un percorso di cosiddetta “architettura sostenibile” che punta a limitare l’impatto ambientale delle sedi sul territorio. Il progetto si basa su un approccio innovativo ideato per armonizzare l’interazioni tra persone, edifici e ambiente, il tutto con l’obiettivo di migliorare la salute di coloro che ogni giorno frequentano le nostre sedi alla ricerca di soluzioni di consulenza patrimoniale su misura per le proprie esigenze.
La prima applicazione di questa metodologia è stata declinata già a inizio 2020 sulla agenzia di Banca Generali Private a Pesaro. I precedenti spazi, infatti, sono stati completamente ripensati seguendo i dettami dell’architettura sostenibile. In questo senso, la Banca ha redatto un protocollo interno condiviso con i fornitori per guidarne la scelta delle forniture che devono avere determinate caratteristiche sostenibili e con un’elevata percentuale di riciclabilità. Ecco allora che i nuovi spazi sono composti oggi da materiali altamente recuperabili sia per quanto riguarda la costruzione (cartongesso, vetro, alluminio), sia per quanto riguarda gli allestimenti e le personalizzazioni. La scelta di porte e finestre è stata guidata invece dalla loro capacità di isolamento – sia acustico che termico – che dalla predisposizione a far entrare quanta più luce possibile, così da ridurre al minimo l’utilizzo di energia elettrica. Una volta concluso il restyling, il grado di sostenibilità della sede viene certificato da un ente certificatore esterno che ne attesta l’indice di riciclabilità.

Da questo progetto pilota a Pesaro, Banca Generali ha quindi declinato un vero e proprio “modello” che ad oggi è già stato applicato a cinque ulteriori sedi sparse sul territorio italiano: quella di Brescia, quella di Milano in Piazza S. Alessandro, Recco, Savona e Udine. Tutte sedi che hanno tutte raggiunto un indice di riciclabilità certificato pari o superiore al 95%. E ora siamo pronti ad adottare questo approccio ad ogni intervento edilizio che affronteremo sul territorio nazionale.
Perché un futuro sostenibile passa anche, se non soprattutto, da architetture più attente all’impatto sull’ambiente.

